Il dono nascosto nelle crepe
- roberta gea
- 22 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Oggi sentivo il bisogno di scrivere.
Non per spiegare qualcosa. Non per insegnare. Solo per condividere uno spazio che in questo momento mi abita.
Se stai leggendo queste righe e sei in cammino anche tu, forse sentirai quello che sento io: ci sono stagioni della vita in cui non cerchiamo risposte, ma presenza.
Volevo dirti una cosa semplice, che porto nel cuore da sempre.
Io non ho mai pensato che la gioia fosse qualcosa da raggiungere.
L’ho sempre sentita come qualcosa che si può vedere, se si ha il coraggio di tenere il cuore aperto.
Ho visto la gioia anche nei momenti peggiori. Non perché non facessero male, ma perché ho imparato a restare aperta, invece di chiudermi per proteggermi.
Quando resti aperta… succede qualcosa di strano e meraviglioso, ti rendi conto che anche la disperazione contiene bellezza e che il dolore profondo può diventare sacro.
Io l’ho vissuto così.
Quando ho attraversato il lutto per una maternità mai potuta avere, non è stato solo dolore. È stato un incontro, un cammino condiviso, un tempo di verità nuda.
Quel dolore era enorme, ma è stato anche straordinariamente bello, nel senso più puro del termine:
vero,
intenso,
trasformativo.
Mi ha attraversata tutta. È stato un onore camminarci insieme per un po’. L’ho tenuto per mano. L’ho ascoltato. L’ho lasciato insegnarmi ciò che doveva insegnarmi.
E quando sono diventata abbastanza forte per proseguire da sola… l’ho salutato con gratitudine.
Dal profondo del mio cuore lo ringrazio, e lo onoro. E' stato un grande compagno di viaggio e un maestro gentile.
Ti scrivo questo perché forse anche tu stai attraversando qualcosa.
Forse stai lasciando andare.
Forse stai perdendo una forma per nascere in un’altra.
Forse stai rinascendo senza ancora accorgertene.
E volevo sussurrarti questo: se apri il cuore, la gioia la vedi. La vedi nei piccoli gesti.
Nel respiro. Nel silenzio dopo il pianto. Nella forza dolce che nasce quando smetti di combattere la vita. La gioia non è una meta .È uno sguardo. È una carezza interna .È qualcosa che fiorisce quando torni a casa dentro di te.
Ed è già qui.
Con te.
Ora.
Con amore e verità,
Roberta



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